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Tutte le Le follie e le stravaganze del rock raccontate come mai prima le avevate ascoltate.
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postato il 24/03/2010 11:10 da DrFeelgood

...e sempre per rimanere in tema di radici e rock and roll, vorrei farvi notare come negli ultimi tempi il lavoro di tante formazioni, anche italiane, si sia distinto per l'impegno applicato nel voler riscoprire le origini della musica che tanto amiamo. Ci sono band che non si limitano ad eseguire il rock and roll degli anni '50, per esempio, ma vanno ad approfondire gli aspetti più intrinseci facendone emergere le caratteriche e la relativa provenienza. Se il gruppo propende verso sonorità country, eseguirà quindi materiale hillbilly e rockabilly, mentre se è il blues la passione della band, il rock and roll che esegue sarà fortemente influenzato dalla black music del periodo, cioè il primo rhythm and blues.

E rhythm and blues, a tratti downhome, spesso tendente al rockabilly è quello proposto da una band dell'area milanese che Dr Feelgood ha scelto per organizzare una serata divertente ma al contempo anche particolarissima. Con il valore aggiunto dato dalla presenza di un armonicista svedese, tra i migliori della Scandinavia.

 

Prima di congedarmi però voglio raccontarvi la storia di un bluesman, anzi di due... Sonny Boy Williamson.

Era un grande armonicista, talmente forte che un suo fan, Aleck Miller, armonicista anche lui, cominciò a farsi chiamare allo stesso modo, Sonny Boy Wiliamson. La cosa divertente è che questo Aleck Miller, non solo si faceva chiamare Sonny Boy Wiliamson, ma se ne andava in giro a suonare le stesse canzoni del suo idolo Sonny Boy Wiliamson, e non solo nei locali della sua zona ma anche nelle radio in cui riusciva  a farsi ingaggiare... Eticamente inconcepibile direte voi, eppure era così... Quando il primo, diciamo l'originale, morì nel 1948, quello che rimase, cioè la copia, aggiunse Second al nome, Sonny Boy Wiliamson Second, e continuò a eseguire i pezzi del suo idolo, li suonò ovunque fosse possibile, li incise anche, li suonò in Inghilterra dove verso la fine degli anni 50 andò in tour, e ancora quando fu invitato a tornarvi per suonare insieme agli Animals e agli Yarbirds... Già, perché anche il secondo Sonny Boy Wiliamson era un grande, uno dei bluesmen armonicisti più importanti della storia della musica afroamericana... quindi, se vi capita di trovare un disco di Sonny Boy Wiliamson, che si tratti del primo o del Second, andate tranquilli, acquistatelo ad occhi chiusi, non c'è Sonny Boy Wiliamson che non valga la pena di essere ascoltato...

 

 

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postato il 03/03/2010 02:09 da DrFeelgood

Il suo primo revival si è consumato verso la fine degli anni ’70 inizio ’80, quando arrivarono cantanti come Robert Gordon e band come Stray Cats, da qualche anno a questa parte una nuova diffusione divenuta ormai tendenza è in atto grazie questa volta non ad una band in particolare, ma ad un movimento fatto di tanti gruppi, concerti, raduni, festival…

 

E’ un genere musicale tanto country quanto rock, dipende da quale punto di vista lo si osserva. I musicisti che lo hanno creato avevano tutti un background country; la strumentazione, eccetto la batteria, era completamente composta da strumenti a corda: chitarra acustica, chitarra elettrica (hollow o semi-hollow body) e contrabbasso - a volte si poteva ascoltare una steel guitar o un piano, molto più raramente uno strumento a fiato -. Le corde del contrabbasso erano pizzicate e, in particolari momenti della canzone, anche strappate (slapping), per creare un suono percussivo che, se evidenziato, poteva non far sentire necessaria la presenza della batteria. Molto spesso la chitarra elettrica era sostenuta da un forte effetto eco, mentre la voce da un notevolissimo riverbero. La voce solista era caratterizzata da una sua particolare ritmica spezzata da continui singhiozzi ed era priva di cori, anche durante i ritornelli.

 

Ma è dal vivo, è ascoltandolo in concerto che si cattura la sua vera essenza… concerti rockabilly in questi giorni se ne possono trovare un po’ ovunque anche lungo la nostra penisola, questo è uno dei tanti…

 

 

 

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postato il 13/02/2010 14:24 da DrFeelgood

Il primo 45 giri pubblicato da Elvis nel 1954 aveva su un lato That's Alright Mama del blues man Arthur 'Big Boy' Crudup, sull'altro un pezzo preso in prestito dal repertorio di Bill Monroe, il padre della musica bluegrass, Blue Moon Of Kentucky... blues e country, country e blues, eccola la ricetta del rock and roll!

Dalle nostre parti il blues è ampiamente radicato, abbiamo centinaia di buoni gruppi, una rivista, vengono organizzati concerti con artisti stranieri e anche festival... ma il bluegrass? Il bluegrass, questa caratteristica forma di country music suonata in acustico con strumenti quali chitarra, banjo, mandolino, contrabbasso, violino e dobro, invece se la passa un po' peggio. Niente festival, niente riviste, e un numero limitato di band nostrane ad eseguirlo. Ma anche il bluegrass nel suo piccolo riesce a farsi ascoltare di tanto in tanto. Se volete farvene una scorpacciata, l'occasione è data da un evento presentato da Dr Feelgood!

 

 

 


 

 

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postato il 10/02/2010 19:28 da DrFeelgood

 Doooctoor Feelgooood!

 

eccolo, anche lui finalmente riesce a esordire col suo blog personale!

mmh... e ora, da che parte si comincia?

ma dalla storiella numero 200!

già, perché ridendo e scherzando è arrivato a quota duecento, da quel lontano 3 agosto 2009, giorno in cui per la prima volta eccheggiò dalle frequenze di Virgin Radio l'urlo di Dr Feelgood ...

eccovela qui la storiella numero 200, dedicata al padre del blues, Mr Robert Johnson

 

 



... recentemente vi ho fatto un  elenco di buoni motivi per farvi credere, esattamente come lo credo io, che Elvis Presley non sia morto, che gode di ottima salute e che sicuramente si trova da qualche parte del pianeta a godersi il suo anonimato magari fischiettando Are You Lonesome Tonight... Signore e signori, ecco a voi il bis. Anche stavolta vi parlo di uno che a un certo punto dissero che era morto, ma la descrizione di quella morte fu talmente vaga da lasciare dubbi a non finire. E poi stiamo parlando di un uomo la cui vita è stata incessantemente accostata a strani fatti, strani e surreali, un personaggio misterioso, e per questo mitico... Robert Johnson.

Robert Johnson, un artista nero del Mississippi di cui poco si sa e quel che si sa lo si sa attraverso le parole di bluesmen colleghi del periodo, un uomo che con sole 29 canzoni registrate tra il 1936 e il 1937, è entrato a far parte della leggenda, 29 canzoni che rappresentano il capitolo più importante del blues anteguerra, l'uomo che ha scritto le coordinate sulle quali vent'anni dopo nacque il rock and roll, Robert Johnson, l'autore di Sweet Home Chicago, Dust My Broom, Crossroads, e altre canzoni che ancora oggi fanno parte del repertorio di famosi artisti blues e rock. C'è poco, ben poco di definito e sicuro della vita di Robert Johnson che possa essere stato riportato nella sua biografia con certezza, senza l'aggiunta di forse, ma e però... certo è che senza la sua musica Muddy Waters, Bob Dylan, Rolling Stones, i Cream, gli Allman Brothers Band, Johnny Winter, Eric Clapton, Jimi Hendrix, Jeff Beck e i Led Zeppelin, che hanno eseguito le sue canzoni e con la sua musica si sono formati, avrebbero suonato sicuramente in maniera diversa.

Tanto per cominciare è bene che sappiate che la presunta data del decesso di Robert Johnson è il 16 agosto 1938, lo stesso giorno della presunta morte di Elvis Presley. Presunta è anche la sua data di nascita, chi dice 1911, chi 12 altri 1915. Un uomo che amava far perdere le tracce di sé, che fuggiva da qualcosa, da mariti gelosi, creditori, assassini, musicisti invidiosi, un uomo dalla vita incredibilmente misteriosa, che fuggiva persino durante la pausa delle sue esibizioni... misteriosa per il presunto patto col Diavolo che incontrò al crocicchio di una desolata strada del Sud, e per mille altre storie che si portò nella tomba. Rimangono 29 canzoni, e un'infinità di documentari, film, dischi, libri a lui dedicati. Ma soprattutto, lo spirito più vivo che mai della musica che registrò in una camera d'albergo, trasformata in studio d'incisione, a Dallas, nel lontano 1937...

 

Il vostro Doc di fiducia vi consiglia la visione di MISSISSIPPI ADVENTURE - CROSSROADS, un film a lui dedicato, sentirete la strepitosa chitarra di Ry Cooder, e naturalmente l'ascolto delle sue poche ma seminali incisioni, THE COMPLETE STUDIO RECORDINGS

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